Nel 1931, a soli 23 anni, il padre francescano Gabriele Allegra, siciliano, va missionario in Cina. Deve - fra le altre cose - tradurre la Bibbia in cinese: è stato formato appositamente a Roma per questo.
Ce la farà, in trent’anni di duro lavoro! Ma oltre alla sacra Scrittura, padre Allegra porta sottobraccio anche la Divina Commedia. In terra cinese, non solo la sua antica consuetudine con Dante - da sempre poeta “amico” dei francescani - prosegue, ma per padre Allegra la Divina Commedia diventa uno strumento per interrogare e comprendere meglio quella realtà umana e culturale così differente, e nella quale è chiamato a vivere la propria missione.

“Padre Allegra sentiva Dante calzante a proposito delle domande che la sua vita poneva, ancora di più in Cina, dove era a diffondere la Parola di Dio, in una parola umana che non l'aveva conosciuta, ma che pure aveva altissima dignità”: così scrive Francesco Santi, curatore insieme ad Anna Maria Chiavacci Leonardi del volume Scintille dantesche, edito da EDB - Edizioni Dehoniane Bologna, che propone un’ampia selezione di brani tratti dai due “diari danteschi” che padre Allegra scrisse nel 1965 - anno in cui fu chiamato a tenere una commemorazione del settimo centenario della nascita di Dante all’università di Hong Kong - e nel 1967.

Nella forma del diario, Dante diventa una sorta di compagno di viaggio, di interlocutore in un dialogo continuo che assume il carattere di considerazioni spirituali, purché non si intenda questo termine come sinonimo di intimistiche: tutt’altro. L’Allegra biblista e traduttore doveva riconoscere come in qualche modo congeniale al proprio l’arduo sforzo del poeta fiorentino: tradurre il divino in parole umane. Anche il mistero della conversione dei pagani - quelli dell’antichità classica per Dante, i contemporanei cinesi per padre Allegra -, nel rileggere la Divina Commedia in Cina, riceveva nuove luci e nuove risonanze. Mentre la profonda riflessione, teologica e politica, di Dante sull’impero romano non poteva non suggerire a padre Allegra paragoni con l’ancor più millenario impero cinese, di cui la Cina nazionalista di Chang-Kai-Shek e quella comunista di Mao, nelle quali il francescano si trovò a svolgere la sua missione, non erano che le ultime incarnazioni.

Padre Gabriele Allegra tradusse in cinese anche un Dizionario biblico e documenti dei papi, promuovendo in particolare la dottrina sociale della Chiesa. Dopo la chiusura del suo studio biblico a Pechino a causa dell'avanzata di Mao, si trasferì definitivamente a Hong Kong, dove aveva già inaugurato l'Istituto Biblico. Qui morì nel 1976. Nel 1984, il vescovo di Hong Kong promosse la causa di beatificazione di padre Allegra, che fu beatificato il 29 settembre 2012 nella nativa Sicilia, ad Acireale.

Rileggere gli scritti di padre Allegra, in particolare durante quest’anno dedicato alla celebrazione del settimo centenario della morte di Dante, offre un’ulteriore e originale testimonianza del valore universale - nel tempo e nello spazio - dell’arte del sommo poeta.