“La bellezza alla luce della redenzione” di von Hildebrand tradotto da un matematico

Le Edizioni Dehoniane Bologna offrono oggi al lettore italiano il saggio La bellezza alla luce della redenzione di Dietrich von Hildebrand, finalmente tradotto nella nostra lingua. Certamente è insolito non affidare una traduzione come questa a un filosofo o a uno storico della filosofia, ma a un matematico come Claudio Fontanari dell'Università di Trento. Perché tale scelta? "È proprio questo intimo collegamento tra bellezza e illuminazione divina, a cui perviene l’indagine fenomenologica di von Hildebrand - scrive Fontanari nella Presentazione del libro -, che riveste un particolare significato agli occhi di un matematico". Infatti - prosegue Fontanari citando Gian-Carlo Rota - "riconosciamo la bellezza di un teorema quando vediamo come esso si inserisce al suo posto, come fa luce intorno a sé, come una radura nei boschi".

Dietrich von Hildebrand (1889-1977): uno dei maggiori filosofi cattolici del Novecento

Nato in Italia agli albori del XX secolo, Dietrich von Hildebrand trascorse l'infanzia in una grande villa alle porte di Firenze acquistata dal padre Adolf, noto scultore, architetto e teorico della forma. Vivrà poi a Monaco, a Vienna e negli Stati Uniti, sempre immerso nelle più avanzate discussioni filosofiche sull'estetica, l'arte astratta, la scultura, l'architettura, la letteratura, la musica. Il suo campo d'indagine è la fenomenologia dei valori e il merito che gli viene riconosciuto è quello di aver finalmente collocato la bellezza in un posto speciale appunto nell'universo dei valori. Come scrive lo stesso von Hildebrand, il saggio La bellezza alla luce della redenzione tratta della "bellezza di ciò che si può vedere e ascoltare, con cui entriamo in contatto nella natura e nell’arte, che, se vogliamo, chiameremo la bellezza della forma per distinguerla dalla bellezza metafisica" (p. 21).

La bellezza che ci svela il Divino

"La bellezza di un paesaggio italiano, di una villa toscana, di Assisi, della Tempesta di Giorgione – scrive von Hildebrand –, la bellezza del duomo di Firenze o di San Pietro, la bellezza del primo corale nella Passione secondo Matteo di Bach, o del Figaro di Mozart – tutti questi esempi sono, senza dubbio, immediatamente connessi alle cose che si possono vedere e ascoltare; non sono collegati alla bellezza della forma solo tramite pensieri ... ma nella loro qualità parlano di un’altra realtà superiore – essi rendono Dio conosciuto" (pp. 37-38). E poche pagine più avanti, giunto ormai alla conclusione del saggio, von Hildebrand richiama la figura di san Francesco d’Assisi: "Quanto profondamente ha afferrato la bellezza della forma nella natura! Quanto misteriosamente egli, che cercava solo il Regno di Dio (oserei dire, proprio perché cercava il Regno di Dio), ha ispirato l’arte e la poesia del XIII, XIV e XV secolo! Quanto immensamente il suo spirito è diventato il seme per uno dei periodi più importanti di fioritura nell’arte!" (p. 47).

Il Bello di von Hildebrand secondo la filosofa Roberta De Monticelli

Nella nota di lettura che arricchisce il libro pubblicato dalle Edizioni Dehoniane Bologna - EDB, Roberta de Monticelli ricostruisce il contesto della vita e della formazione di Dietrich von Hildebrand: ad esse infatti è strettamente legata l'origine e soprattutto il titolo de La bellezza alla luce della redenzione. "Indubbiamente sospeso fra estetica e teologia spirituale", il saggio di von Hildebrand costituisce "un notevolissimo esempio di fenomenologia dell’esperienza assiologica, o dei valori, in cui von Hildebrand da un lato raccoglie la quintessenza delle scoperte della sua giovinezza europea, e dall’altro anticipa di un quarto di secolo la monumentale Estetica in due volumi", la sua opera più importante pubblicata postuma fra il 1976 e il 1984 (pp. 54-55).  Tuttavia, proprio in questo breve saggio c'è già tutta l’idea centrale della bellezza che salva, libera, redime. Dunque un testo "luminoso", come scrive la stessa De Monticelli, e imperdibile.