Odoardo Focherini, beato per la Chiesa e Giusto tra le Nazioni

Odoardo Focherini fu un giornalista, amministratore del giornale "L’Avvenire d’Italia", impegnato nell’Azione cattolica, padre di sette figli, si prodigò per aiutare gli ebrei perseguitati. Arrestato l’11 marzo 1944, fu condotto nel carcere di San Giovanni in Monte di Bologna, sotto la diretta giurisdizione delle SS, poi al campo di concentramento di Fossoli. Attraverso il campo di smistamento di Gries-Bolzano e il campo di concentramento di Flossenbürg Odoardo Focherini raggiunse quello di Hersbruck, dove morì pochi mesi dopo. Per il suo impegno pratico e intellettuale a favore degli ebrei durante la Shoah, Odoardo Focherini è stato insignito della medaglia d'oro al merito civile della Repubblica Italiana e iscritto all'Albo dei Giusti tra le Nazioni dello Stato di Israele. A seguito del decreto di Papa Benedetto XVI in cui ne riconobbe il martirio in odium fidei, Odoardo Focherini fu proclamato beato a Carpi il 15 giugno 2013, divenendo così il primo giornalista italiano a ricevere tale riconoscimento.

Scoprire la figura di Odoardo Focherini attraverso le testimonianze e i ricordi nei libri EDB

Le Edizioni Dehoniane di Bologna da tempo si interessano della figura di Odoardo Focherini con la pubblicazione di libri che raccolgono testimonianze e ricordi di chi lo conobbe di persona. Il più recente, uscito a gennaio 2021 in occasione del Giorno della Memoria, è una biografia di Odoardo Focherini scritta da Giacomo Lampronti, anch'egli giornalista per "L'Avvenire d'Italia", perseguitato dalle leggi razziali per le sue origini ebree, che trovò salvezza grazie all'aiuto del collega Odoardo. Il titolo Mio fratello Odoardo vuole proprio sottolineare il legame fraterno che si instaurò tra i due giornalisti negli anni bui del Novecento. Il testo, pubblicato per la prima volta nel 1948, viene ora riproposto da EDB (Edizioni Dehoniane Bologna) arricchito dalla prefazione di Marco Tarquinio, attuale direttore del quotidiano "Avvenire".

«Con tutta l’angoscia del mio cuore di sposa» e Lettere dalla prigionia e dai campi di concentramento (1944) sono, invece, due raccolte di testimonianze dirette sula figura del beato Odoardo Focherini. Il primo contiene le lettere inedite scritte dalla moglie, Maria Marchesi, al marito negli ultimi anni della sua vita; mentre il secondo colleziona le lettere autografe di Odoardo Focherini scritte dalla sua prima deportazione al campo di concentramento di San Giovanni in Monte fino alla sua morte.

È la figlia Olga Focherini a raccontare in prima persona e mantenere vivo il ricordo del padre in Questo ascensore è vietato agli ebrei, pubblicato nel 2015 con la preziosa prefazione di Moni Ovadia. Una testimonianza in presa diretta che intreccia storia e ricordi sullo sfondo di uno dei periodi più bui del ventesimo secolo.

Infine, in Un «Giusto fra le Nazioni»: Odoardo Focherini (1907-1944) il professore di storia contemporanea Giorgio Vecchio firma la prima biografia completa condotta con criteri scientifici e fondata su documenti autentici custoditi dalla famiglia e in archivi pubblici e privati. Ne esce il ritratto di un uomo del tutto «normale», almeno per quei tempi: un padre costretto a molteplici lavori per mantenere la famiglia numerosa, un cristiano fedele alla sua Chiesa; ma, al momento opportuno, quest’uomo «normale» seppe compiere gesti straordinari e mise in piedi un’efficiente rete di salvataggio per decine di ebrei donando loro non solo la salvezza ma anche spazi di umanità.

Odoardo Focherini è, dunque, a pieno titolo uno degli eroi italiani del XX secolo e la sua figura merita di essere ampiamente conosciuta a livello nazionale.