Odoardo Focherini, beato per la Chiesa e Giusto tra le Nazioni

Odoardo Focherini, giornalista e amministratore del giornale L’Avvenire d’Italia, si prodigò fino alla morte per aiutare gli ebrei perseguitati. Arrestato l’11 marzo 1944, passò dal carcere di San Giovanni in Monte di Bologna al campo di concentramento di Fossoli ed, infine, a quello di Hersbruck in Germania, dove morì nel dicembre del 1944. Per il suo impegno pratico e intellettuale a favore degli ebrei durante la Shoah, fu insignito della medaglia d'oro al merito civile della Repubblica Italiana e iscritto all'Albo dei Giusti tra le Nazioni dello Stato di Israele. A seguito del decreto di Papa Benedetto XVI che ne riconobbe il martirio in odium fidei, Odoardo Focherini fu proclamato beato a Carpi nel 2013, divenendo così il primo giornalista italiano a ricevere tale riconoscimento.

Scoprire la figura di Odoardo Focherini attraverso le testimonianze e i ricordi nei libri EDB

Le Edizioni Dehoniane di Bologna da anni si interessano della figura di Odoardo Focherini con la pubblicazione di libri che raccolgono testimonianze, ricordi e omaggi alla sua figura.

L'ultima novità, in uscita in libreria in questi giorni, è una raccolta di contributi che mettono a confronto con l'oggi i temi che furono propri del beato Odoardo Focherini. Il volume, dal titolo eloquente La gioia della normalità, è curato da Brunetto Salvarani.

A gennaio 2021, in occasione del Giorno della Memoria, EDB ha ripubblicato la biografia di Odoardo Focherini scritta da Giacomo Lampronti, suo compagno all'Avvenire, arricchita da una prefazione di Marco Tarquinio (attuale direttore del quotidiano). Lampronti, perseguitato dalle leggi razziali per le sue origini ebree, trovò salvezza grazie all'aiuto dell'amico e collega Odoardo. Il titolo Mio fratello Odoardo vuole proprio sottolineare il legame fraterno che si instaurò tra i due giornalisti negli anni bui del Novecento.

«Con tutta l’angoscia del mio cuore di sposa» e Lettere dalla prigionia e dai campi di concentramento (1944) sono, invece, due raccolte di testimonianze dirette sula figura del beato Odoardo Focherini. Il primo contiene le lettere inedite scritte dalla moglie, Maria Marchesi, al marito negli ultimi anni della sua vita; mentre il secondo colleziona le lettere autografe di Odoardo Focherini scritte dalla sua prima deportazione al campo di concentramento di San Giovanni in Monte fino alla sua morte.

È la figlia Olga Focherini a raccontare in prima persona e mantenere vivo il ricordo del padre in Questo ascensore è vietato agli ebrei, pubblicato nel 2015 con la preziosa prefazione di Moni Ovadia. Una testimonianza in presa diretta che intreccia storia e ricordi sullo sfondo di uno dei periodi più bui del ventesimo secolo.

Infine, in Un «Giusto fra le Nazioni»: Odoardo Focherini (1907-1944) il professore di storia contemporanea Giorgio Vecchio firma la prima biografia completa condotta con criteri scientifici e fondata su documenti autentici custoditi dalla famiglia e in archivi pubblici e privati. Ne esce il ritratto di un uomo del tutto «normale», almeno per quei tempi: un padre costretto a molteplici lavori per mantenere la famiglia numerosa, un cristiano fedele alla sua Chiesa; ma, al momento opportuno, quest’uomo «normale» seppe compiere gesti straordinari e mise in piedi un’efficiente rete di salvataggio per decine di ebrei donando loro non solo la salvezza ma anche spazi di umanità.

Odoardo Focherini è, dunque, a pieno titolo uno degli eroi italiani del XX secolo e la sua figura merita di essere ampiamente conosciuta a livello nazionale.