Padre Fabrizio Valletti sj è autore di numerosi articoli e contributi apparsi su quotidiani e riviste, ed è intervenuto di frequente a importanti conferenze e incontri. Gesuita, educatore, formatore, ha operato in Toscana, a Bologna, a Napoli. Nel 2017, raccogliendo l'invito di amici e sostenitori, ha raccontato la sua storia nel libro Un gesuita a Scampia. Come può rinascere una periferia degradata, edito da EDB - Edizioni Dehoniane Bologna. Non si tratta però di un'autobiografia fine a se stessa: gli episodi narrati servono infatti per contestualizzare considerazioni, analisi e proposte utili al riscatto delle periferie di tutta Italia.

In occasione del suo recente rientro a Roma, gli abbiamo chiesto un breve bilancio della sua esperienza napoletana.

Fare rinascere una periferia degradata è possibile?


Il progetto sviluppato dai gesuiti a Scampia, quando sono arrivato io, nel 2001, prevedeva che vivessimo in mezzo alla​ gente: ciò mi ha permesso di cogliere il forte desiderio dei residenti di sfruttare ogni occasione di relazione per superare i confini che le famiglie più tradizionaliste del quartiere tendevano a erigere nei confronti degli estranei. Inoltre era stata individuata la necessità di una crescita​ culturale come passaggio fondamentale per​ sollevare le periferie dalla loro condizione di subalternità.

L'esperienza di un gesuita a Scampia in 7 punti


● Subito si è rivelato faticoso cercare di favorire una crescita culturale anche minima, non sempre promossa in modo adeguato dalle scuole pubbliche, numerose nel quartiere ma prive di strumenti adatti all'ambiente​ (ad es. un diffuso​ "tempo pieno" che fornisse alle famiglie un supporto nella gestione dei figli e del lavoro.

● Indispensabile è stato il collegamento con le associazioni, sia laiche che religiose, presenti nel territorio, per realizzare interessanti iniziative​ condivise quali: doposcuola, biblioteca con lettura e scrittura creativa​ fin dall'infanzia, attività sportive, promozione della musica, gruppo scout.

● Prioritario è diventato soprattutto l'avvio di corsi di formazione professionale per i giovani che hanno abbandonano la scuola, per aiutarli a inserirsi in un mondo del lavoro regolato da principi di legalità, anziché dall'influenza della malavita organizzata​.

● Nel deserto di opportunità lavorative del quartiere, efficace è stato fondare una cooperativa, in cui la sartoria e il laboratorio​ di legatoria sono divenuti simbolo​ di impresa dal basso e di lavoro nel rispetto​ delle regole.

● Significativo pure il logo fatto@scampia scelto dalla cooperativa per i suoi prodotti, che sottolinea la volontà di superare il predominio della droga, che per decenni ha caratterizzato il quartiere.

● Meno efficace è stato invece il collegamento con le parrocchie nel tentativo di impostare una formazione alla spiritualità​ che superasse la diffusa cultura​ del devozionismo, utile solo a favorire la dipendenza​ e il bisogno di protezione di stampo malavitoso.

● Inevitabile infine, in questo contesto, è stato prestare attenzione ai detenuti del carcere di Secondigliano e della Casa Circondariale di Poggioreale, ​spesso provenienti da famiglie locali. La mia azione qui è servita soprattutto a promuovere opportunità formative​ e di lavoro, che hanno contribuito a trasformare lo spirito di alcuni ristretti, sostenendoli nel loro percorso di recupero.

L'appello di Valletti: ascoltare la voce dei più poveri


​Aver vissuto con i più poveri mi ha permesso di cogliere in modo reale le condizioni di ingiustizia, corruzione e contraddizione di cui è ammantata la nostra società. Per questo ritengo che il grido - o il silenzio - di chi vive in queste realtà non possa essere ignorato, ma vada ascoltato, in quanto costituisce la voce più sincera per guidare quella integrazione che può ancora essere creata fra le risorse della natura, patrimonio di tutti​, e le potenzialità che la migliore umanità può esprimere.

"Dopo 18 anni a Scampia, ora vivo nel​ centro di Roma"

Per me si tratta di una grande opportunità per continuare a riflettere su come​ sia differente​ la vita al centro di una città, rispetto alle periferie che ormai l'assediano, come una tenaglia. Nelle periferie infatti si percepisce il respiro di una diversa umanità che, nonostante le difficoltà (mancanza di lavoro, sfruttamento, disagio abitativo ecc.) rivela grandi capacità di condivisione e di relazione, che si esprimono spesso in vera solidarietà. Un esempio importante, soprattutto se confrontato con le ambiziose chiusure che molta borghesia residente nei centri​ cittadini - dappertutto, non solo a Napoli o a Roma - attua per affermare​ il proprio benessere e la propria superiorità sociale.

Fabrizio Valletti sj